21 mesi più che altro
Canova22 e La Nuova Pesa presentano “21 mesi, più che altro”, mostra personale di Maurizio Savini negli spazi dell’Antica Fornace del Canova, luogo in cui il concetto di modello si manifesta come tensione ancora attiva.
La pratica di Savini si sviluppa all’interno di una contraddizione: utilizzare la figurazione per mettere in discussione la rappresentazione. Le sue opere incrinano la leggibilità del reale, aprendo uno spazio in cui il riconoscimento diventa instabile, ambiguo, continuamente rimandato. Al centro della mostra, un adolescente su una zattera, privo di origine certa e di destinazione definita. È una figura che si configura come accumulo di immagini: un volto che slitta tra storia e immaginario, tra archeologia e contemporaneità. Si presenta come un punto di collisione, una presenza sospesa in cui l’identità si costruisce e si dissolve simultaneamente. In questo contesto, il riferimento al modello – centrale nella tradizione canoviana – assume una funzione critica. Il modello agisce come dispositivo di disorientamento, capace di mettere in crisi i processi di identificazione. Savini opera su questa soglia, aggirando la tendenza a nominare, classificare e riconoscere.
La mostra include inoltre una serie di opere realizzate attraverso l’intervento diretto sui favi di alveari. In questi lavori, l’artista interferisce con un sistema naturale altamente organizzato, orientando il comportamento delle api. Ne emerge un ibrido che mette in tensione produzione naturale e costruzione artificiale, aprendo una riflessione sul controllo, sulla cooperazione e sulla violenza implicita nei processi creativi.
21 mesi, più che altro introduce uno scarto, uno spazio di sospensione tra visione e interpretazione. In questa distanza prende forma l’urgenza del lavoro di Savini.
«La mostra, concepita come anticipazione dell’esposizione a Marsiglia, presenta sculture realizzate con favi di alveari, esito di un intervento diretto dell’artista sul comportamento delle api, intese come comunità regolata da dinamiche collettive.
La materia degli alveari richiama una tensione alchemica tra trasformazione e controllo, evocando una hybris sospesa tra slancio e caduta.»
(dal testo di Donato Di Pelino)

24 – 31 marzo 2026
Inaugurazione: 24 marzo 2026, ore 18:00
Sede: Antica Fornace del Canova, Via Antonio Canova 22, Roma Periodo: 24 – 31 marzo 2026
Per informazioni:
mail: canova22press@gmail.com
tel: 06 23481237 – 335 8420063