La linea che appare

La linea che appare, mostra di opere originali e installazione site-specific di Alfonso Maria Isonzo, a cura di Laura Fusco.

Una trentina di opere, realizzate perlopiù in ferro e cemento, saranno allestite nelle sale dello spazio espositivo, oltre ad una suggestiva installazione nella Fornace. Sono assemblage fatti di materie povere, frammenti e memorie che creano inattese architetture, orizzonti immaginari.

La contemporaneità è un luogo di solitudine e alienazione; l’umanità, resa miope dalla voracità del capitalismo, ha trasformato “l’uomo in una macchina impersonale di godimento” (P.P. Pasolini); i falsi miti del progresso hanno spinto alla deriva intere generazioni che sembrano aver smarrito il proprio orizzonte, incapaci di visione e aspettative per il futuro. L’orizzonte, dal greco horizōn (cerchio che delimita), è la linea apparente che separa la terra dal cielo, è il limite metaforico della prospettiva che si presenta all’agire umano, raffigura la dimensione più estrema a cui può spingersi lo sguardo. Scrutare l’orizzonte, ambire a superare i propri confini, è una pulsione naturale dell’uomo che l’arte può stimolare e riproporre con il suo sguardo di verità soffuso di poesia per dare voce alle inquietudini e ai desideri. Nell’opera di Alfonso Maria Isonzo lo sguardo verso quella linea evanescente che separa la Terra visibile da quella invisibile, si traduce nell’ostinata ricerca di un approdo all’ignoto, a quel precario bagliore che è l’essenza del desiderio di infinito che muove gli esseri umani.

Le sue opere sembrano linee di confine sospese tra reale e immaginario, paesaggi arcani realizzati in ferro e cemento in cui si addensano objets trouvés, frammenti di memorie che rivelano indizi essenziali per ricostruire le trame narrative della loro genesi. Assemblage di forme differenti (tavole quadrate, sculture lineari, gocce) in cui oggetti dispersi, scarti e cascami da lavorazioni artigianali e industriali, sono testimonianze del tempo che scorre per catturare lo sguardo di chi può restituirgli senso e speranza. Il frammento, il rudere e la rovina richiedono la partecipazione e il coinvolgimento dello spettatore che ne possa immaginare una definizione, una compiutezza. È la poetica del frammento che utilizza l’impressione invece del racconto, la folgorazione del vuoto invece del pieno, il rigore dei silenzi contro i rumori, l’immaginazione e non la cruda realtà. Ogni opera traccia spazi indefiniti sciogliendosi in una forma di astrazione che rivendica la piena libertà dell’artista, del suo gesto creativo che elabora racconti per immagini, storie in cui memorie e prospettive si perdono nelle linee del tempo compiendo suggestive metamorfosi. L’artista cita Kounellis “Ricerco nei frammenti la storia dispersa” poiché rimandano alla condizione umana infranta e traumatizzata, allo smarrimento del senso del sacro. L’opera centrale della mostra, l’installazione dal titolo “Calvario contemporaneo”, ricorda l’esperienza umanissima del Cristo, figlio dell’Uomo, nel momento della sua crocefissione, nello smarrimento difronte al suo destino mortale. La linea di orizzonte che l’opera proietta sulla volta della Fornace disegna il profilo del Golgota (o anche Collina di Adamo) evoca la sua dissoluzione, la sua assenza fisica. La potenza dell’installazione è amplificata dal buio e dalla musica per rendere la visione ancora più coinvolgente e suggestiva. Il pubblico è stimolato a guardare oltre la linea apparente, per superare i propri confini ed aprirsi alla conoscenza che si espande nella bellezza all’infinito.

Laura Fusco

3 – 18 aprile 2025

Canova22 – La Fornace di Antonio Canova

via Antonio Canova 22, 00186 Roma

Inaugurazione: giovedì 3 aprile ore 18:00

Orari: visitabile dal lunedì al sabato dalle 16:00 alle 20:00

Email: canova22press@gmail.com
Tel: 06 23481237
Tessera Annuale CANOVA22: 5€

Associazione CANOVA22

Address

Via Antonio Canova, 22 - 00186 Roma

Email

Phone

06 23481237

10 + 9 =